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Città  sottili

01 04 2009
Stazione Rogers, Trieste

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ROAMING. CITTA' SOTTILI, Stazione Rogers, Trieste
ROAMING. CITTA' SOTTILI, Stazione Rogers, Trieste
ROAMING. CITTA' SOTTILI, Stazione Rogers, Trieste
ROAMING. CITTA' SOTTILI, Stazione Rogers, Trieste
ROAMING. CITTA' SOTTILI, Stazione Rogers, Trieste
L'idea di precarietà  è paradossalmente una delle caratteristiche nodali del progetto Roaming. Questa precarietà  si manifesta, all'interno dei diversi eventi, in molteplici forme: il rapporto con lo spazio espositivo, la breve durata degli eventi, l'instabilità  della dimensione della rete, tanto per citarne alcuni.

In questo nuovo appuntamento, ad ogni artista invitato è stato chiesto di riflettere proprio intorno ad elementi quali mutevolezza e precarietà , concentrandosi innanzitutto sul rapporto con il particolare spazio espositivo. Stazione Rogers è infatti un edificio industriale, disegnato dal famoso architetto (da cui l'attuale nome), recentemente convertito in spazio dedicato all'arte contemporanea.

Questa idea di sospensione, equilibrio, fragilità  e mutevolezza è anche un riferimento ad uno dei testi che più hanno influenzato le arti visive del nostro tempo: "Le città  invisibili" di Italo Calvino. In particolare ho voluto citare le Città  Sottili dove il paradosso di spaesamento e precarietà  spaziale si sente in modo più distinto, che sia tra le città  costruite tra pozzi e tubature sospese o tra palafitte e ragnatele.

STAZIONE ROGERS prende il nome dall'architetto Ernesto Nathan Rogers ed è uno dei più originali centri di attività  e informazioni culturali del Nord Est. L'edificio è stato progettato agli inizi degli Anni Cinquanta dallo studio milanese BBPR ed è una piccola gemma dell'architettura contemporanea italiana.
Per l'edificio destinato a erogare la benzina "Aquila" a Trieste E. N. Rogers pensò una forma spaziale inconfondibile: un'onda leggera per la copertura sospesa su pilotis, molto vetro per le tre sale identiche ma slittate di una mezza lunghezza, l'uso dei soli colori "aziendali". Di questa forte caratterizzazione segnaletica STAZIONE ROGERS ha fatto tesoro trasformando il distributore di carburante in un inedito distributore di cultura.