Roaming afferma la propria presenza attraverso la sparizione. Scompare tutto, dagli spazi canonici per l'allestimento delle opere d'arte fino alle didascalie che rendono riconoscibili i lavori dei diversi artisti e infine, dopo solo un giorno... scompaiono le opere stesse. Anche se a ben vedere non stiamo parlando di una vera e propria scomparsa, sarebbe meglio considerarla, infatti, come una sorta di passaggio di stato. La mostra vera e propria, per intero, passa dallo stato reale a quello virtuale, si dematerializza e si proietta nel web. Non solo, paradossalmente il sito di roaming (www.roaming-art.it) restituirà una visita alla mostra più completa, più approfondita, più precisa. Il virtuale che completa il reale, la mostra on line, più chiara, ricca di ipertesti, approfondimenti e collegamenti; per di più vista da un occhio particolare e privilegiato, quello del fotografo Agostino Osio. Oltre a questo percorso di sparizione e metamorfosi, roaming afferma la propria presenza continuando a riproporsi, a ripresentarsi in luoghi e spazi sempre diversi. Un'operazione dunque reiterata, ripetuta, riproposta, alla continua ricerca di nuovi spazi attraverso le medesime dinamiche, nelle diverse mostre.
Gli artisti presenti ad Assab One sono stati invitati a riflettere attorno a queste due proposte e presentare le proprie suggestioni in relazione a questa dimensione spaziale e concettuale, la ripetizione nella sparizione, l'interstizio, l'azione segreta, l'identità rinnovata.